All’Attenzione del Presidente
della Regione del Veneto Luca Zaia

E p.c. Assessore Lanzarin
Direzione Servizi Sociali

LETTERA APERTA

 

La nostra Proposta di riapertura graduale a partire dai Servizi Educativi 0 – 3 anni denominati Nido in Famiglia, promossi e organizzati nella Regione del Veneto.

 

Illust.mo Sig. Presidente,

Come Coordinatori dei Nidi in Famiglia della Regione del Veneto, Le stiamo scrivendo per porre alla Sua attenzione e condividere con Lei alcune nostre riflessioni in merito a questi particolari Servizi Educativi fortemente voluti e promossi dalla Regione e che attualmente coprono il fabbisogno di oltre un migliaio di famiglie del Veneto.
Nella Regione del Veneto, oggi, grazie anche alle scelte ottemperate negli anni dall’Amministrazione Regionale, ci troviamo ad affrontare la Fase 2 di questo difficile percorso contro il Covid-19 e sappiamo tutti che in questa fase, ma anche nelle prossime, servirà moltissima attenzione e prudenza da parte di tutti noi.
Nel merito, riteniamo proponibile ed utile, una valutazione di riapertura graduale e condizionata dei Servizi Educativi rivolti alla fascia 0 – 3 anni della nostra Regione, a partire da quelli individuabili con i Nidi in Famiglia. I Nidi in Famiglia, normati dalla Legge Regionale 153/2018, prevedono un numero massimo di frequenza contemporanea di soli 6 bambini/e.

Di seguito alcune nostre considerazioni:

  1. I Servizi Educativi, così individuati dalla normativa nazionale 65/2017 hanno sospeso le proprie attività a partire dal giorno 24 febbraio 2020;
  2. Il primo soccorso e percorso di sostegno alle famiglie collocabile nell’area del sostegno e la cura all’infanzia, individuato attraverso la figura della “baby sitter” è stato attivato e contemplato da subito anche attraverso l’impegno economico mensile dello Stato, compreso tra i 600 e 1000 euro.
  3. La riapertura graduale delle attività lavorative previste dalla Fase 2, ma anche la posizione di entrambi i genitori in modalità lavorativa di “Smart Working”” pone le famiglie, soprattutto quelle che prevedono la presenza di bambini/e nella fascia 0 – 3 anni, nell’impossibilità oggettiva di praticare l’azione lavorativa così come dovuta. Inoltre è venuto a mancare totalmente il supporto dei nonni, su cui si è appoggiata anche nella nostra Regione la cura dei bambini, in assenza di realtà educative o per impossibilità economica delle famiglie;
  4. La chiusura forzata dei Servizi Educativi dal 24 febbraio scorso, inattesa e poco comprensibile per i bambini ma soprattutto la mancata prospettiva di un ritorno alle proprie abitudini, potranno incidere in modo significativo nelle relazioni e nello sviluppo equilibrato dei bambini.

Ad oggi si sente parlare solo del mondo scolastico e della possibilità di riapertura a settembre. I Servizi Educativi, nello specifico quelli rivolti alla fascia 0 – 3 anni, non vengono purtroppo nominati in nessun Decreto, così come i bambini/e a cui sono rivolti.
Non si è tenuto in considerazione questa delicata fase della vita del bambino 0/3 che, come oramai è noto a tutti, illustri studiosi e le Neuro Scienze identificano come l’età in cui l’adulto del futuro si forma.
Ci permettiamo di evidenziare ciò che molti scienziati evidenziano rispetto ai primi 1000 giorni del bambino:
“Questo viene identificato come un periodo straordinario in cui si costituiscono le fondamenta dei bambini sulle quali costruiranno il resto della loro esistenza e la loro capacità di crescere felici e sani. In questa fase della vita il cervello si sviluppa più che in qualsiasi altro momento e l’ambiente gioca un ruolo cruciale nel determinare la crescita e lo sviluppo futuri; le esperienze vissute nella prima infanzia sono influenzate dal contesto in cui i bambini nascono e crescono e dalle figure adulte che per prime si prendono cura di loro, in famiglia, nei servizi e nella comunità di appartenenza. Esperienze positive precoci sono associate a migliori esiti scolastici, a un sano sviluppo sociale ed emotivo, a migliori risultati nel contesto lavorativo e, in generale, a un migliore stato di salute fondamentali per la formazione della persona adulta”. (sito web Dors, centro regionale di Documentazione per la promozione della Salute).

Riconosciamo la Sua grande attenzione alle persone e ai loro bisogni e crediamo che sia importante, per nostra competenza ed esperienza, ri-partire proprio dall’Infaia, cioè da coloro che, per definizione sono “Senza Voce”. Siamo consapevoli della necessità di un ritorno graduale e in sicurezza; e proprio per questi motivi riteniamo che i Nidi in famiglia abbiano una struttura organizzativa già ora in grado di garantire, maggiormente di altre, le motivazioni di cui sopra.
I servizi Nidi in Famiglia, sono un’iniziativa specifica e normata dalla Regione Veneto, un servizio che accoglie massimo 6 bambini in un ambiente famigliare. Luogo così come abbiamo sperimentato in questi giorni di quarantena, ritenuto maggiormente protetto rispetto ad altri e, non molto differente in termini di presenze, da quello di una famiglia numerosa.
Come Coordinatori Nido in famiglia della Regione del Veneto riteniamo che, così come è stata prevista nella fase d’emergenza, la figura della “baby sitter”, persona di supporto presso l’abitazione delle famiglie, alla presenza di uno o più bambini, l’avvio di una nuova fase di gestione dell’emergenza e della vita quotidiana di tutti i cittadini, sia utile considerare la possibilità di un’apertura, seppur condizionata, dei Nidi in famiglia presenti nel territorio della nostra Regione.
Apertura subordinata alle indicazioni individuate da Lei, il comitato medico –scientifico e ci auguriamo, da esperti individuati nell’area educativa 0 – 3 anni.

Con la presente vorremmo sottoporLe alcune proposte:

  • Accogliere i bambini in orari diversi. Ad esempio, 3 alla mattina e 3 al pomeriggio. Con l’obiettivo di sostenere i genitori che lavorano fuori casa o che lavorano in smart working (per alcuni aspetti, modalità molto più complessa);
  • Arrivo dei genitori in orari differenti (che saranno in ogni caso, massimo sei), con le dovute protezioni (mascherine e guanti);
  • La consegna del bambino in un unico spazio igienizzato prima e dopo;
  • Igienizzazione prima e dopo dello spazio adibito a Nido in famiglia;
  • Tampone obbligatorio per le educatrici.

Aspetti socio-educativo-pedagogici ci spingono a proporLe una seria riflessione rivolta all’apertura graduale dei Nidi in Famiglia della Regione del Veneto, perché, per caratteristiche, per sicurezza e controllo (Dgr 153/2018), si prestano molto ad una fase 2.
I Nidi in Famiglia a oggi, sono Servizi Educativi in totale autofinanziamento, sostenuti dal pagamento delle quote mensili a carico dei genitori dei bambini frequentanti. Genitori che, nel mese di marzo, hanno comunque versato, seppur molto ridotta, una quota per il mantenimento del posto. Il vero timore è di non poter ritrovare il luogo scelto e la fiducia riposta nell’Educatrice a cui hanno affidato i propri figli al proprio ritorno all’attività lavorativa. Ritorno che per alcuni è già una realtà.
Per affrontare le paure è necessario avere coraggio. Una frase che Le sentiamo pronunciare e che condividiamo.
Al Veneto è riconosciuta da molti la diligenza e il rispetto delle regole da parte dei suoi cittadini.

Avere il coraggio di prendersi cura dei propri cittadini, partendo dai bambini, ci auguriamo possa essere d’esempio anche per le altre Regioni, l’inizio di una profonda rivisitazione del modo di pensare al nostro Paese. Che passa attraverso lo sguardo rivolto ai bambini, il nostro futuro.

Cordiali saluti.

16 aprile 2020

In nome e per conto di

LUCIANA MELLONE, ELISABETTA DE FRANCESCHI, BARBARA BONISOLI, LIGIA TABORDA, SABRINA BASONI, SILVIA ARMANI, MARINA ZULIAN, ANGELA MERCONE, CHIARA FARISATO, MIRTA PEGORARO, MICHELA FANTUZ, GRETA GIACOMAZZI, ANNA PAOLA PERISSINOTTO, GESSICA SARTORI, LAURA CONTIERO, SERENA COATTO, NICOLETTA ZADRO, FLAVIOVALIANTE, NICOLEDALLA COSTA, SARADALL’OMO, ELISADAL PONT, ELISABETTA DAL PIERI, LAURA MENEGHIN, CHIARA BERTOLLO, CARLA TOMASI, ELISA BERTAZZO, CHIARA DE BESI, ANNA BRAZZALE